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Da tempi sconosciuti alla memoria della storia l’essere umano è attratto da un richiamo che lo spinge a ricercare il Divino, lo spirito, una dimensione che vada oltre la carne.

Alcuni e forse la maggioranza degli antropologi credono e insegnano che questa ricerca sia solo un tentativo disperato di comprendere come sfuggire alla propria morte, ma io e tanti altri ricercatori spirituali non la pensiamo così.

E’ probabile che molte religioni abbiano preso forma e conquistato consenso sfruttando questa paura, ma questo ha poco da spartire con la vera spiritualità che invece nasce da una sensazione di incompletezza, dal desiderio di raggiungere stabilmente un potenziale che percepiamo e riconosciamo di avere insito in noi. Anche tu che ora ti sei soffermato o soffermata in questo Blog hai percepito questo richiamo, lo hai osservato? Da dove è partito questo anelito?

La risposta è già dentro di te, io ne parlerò, ma non devi prendere per buono ciò che ti dirò, ogni uomo o donna sulla faccia della terra deve cercare questa risposta all'interno del suo essere.

La parola richiamo non l'ho usata per caso, infatti cosa può essere a richiamare al Divino se non il Divino stesso?

Non fraintendermi quando parlo di Divino, non intendo un signore con la barba il quale dicono ti abbia messo al mondo e che sta la su ad osservare tutto quello che fai pronto a punirti o premiarti in base alle tue scelte di vita.

Per ora non ti darò nessuna definizione perché per comprendere c’è tanta strada da fare, bada bene: non tante nozioni da leggere o da studiare, ma tanta pratica da svolgere su se stessi.
Il punto è che tu fai parte di quel Divino e per il 99,99% della tua vita te ne sei completamente scordato o scordata, ma ciò non cambia nulla: nella profondità del tuo essere tu sai di esserne parte e qualsiasi stupidaggine tu dica o faccia per scordartene ci sarà sempre un piccolo avvenimento, il quale magari dura un istante, a volte è impercettibile, ma questo ti farà ricordare chi sei e ti spingerà a ricercare la tua natura Divina.